Un orto che coltiva cultura e comunità.
Un nuovo capitolo per Orto Allegria
Nato nel 2022 come progetto di orticoltura e pedagogia della natura, Orto Allegria fa della cura della terra uno strumento di relazione, partecipazione e benessere. Seminare, coltivare, attendere e raccogliere sono gesti semplici ma capaci di generare esperienze profonde: nell’orto ciascuno trova il proprio spazio, contribuisce secondo le proprie possibilità, acquisisce competenze e condivide tempo ed esperienze con gli altri.
Il contatto con la natura favorisce autonomia, motricità, memoria e socialità, contribuendo a costruire relazioni e senso di appartenenza. Nel tempo, Orto Allegria è cresciuto grazie alla collaborazione con realtà sociali, educative, sanitarie e assistenziali, coinvolgendo bambini, giovani, anziani e persone con bisogni speciali.
Perché un orto in un museo?
Portare un orto in un museo significa immaginare la cultura come qualcosa di vivo, che cresce attraverso le persone e le relazioni. Il museo diventa un nuovo terreno da coltivare: uno spazio accessibile in cui natura, arte, storia e conoscenza dialogano attraverso un’esperienza sensoriale, concreta e condivisa.
Coltivare in museo significa:
• trasformare il cortile in un luogo di incontro e inclusione
• far dialogare natura, arte e storia in un’esperienza concreta e sensoriale
• avvicinare le persone al patrimonio artistico e al territorio, facendole sentire parte di una comunità.
La realizzazione dell’Orto Allegria al Museo Fanny Usellini è stata possibile grazie alla collaborazione con il Comune di Arona, che ha condiviso la visione del progetto e offerto a Orto Allegria l’opportunità di crescere in un luogo della cultura.











